Presentazione del prossimo evento in programmazione
con indicazioni utili alla conoscenza di generi, stili, autori, brani ed esecutori,
al fine di migliorarne la fruizione
ASSOCIAZIONE MULTICULTURALE CALLIOPE
Concerto del 30 maggio 2026 c/o Chiesa Madre di Santa Maria Assunta in Cielo in CAROVIGNO (BR)
Tito Schipa Wind Quintett
Flauto Marco Delisi
Oboe Giuseppe Giannotti
Clarinetto Bruno Trianni
Corno Massimo Perrone
Fagotto Giuseppe Spedicati
Presenta Madia Todisco
Programma della serata con guida all’ascolto
a cura della prof.ssa Madia Todisco:
Bellini - Sinfonia da “Norma”
Vincenzo Bellini nacque a Catania il 3 novembre del 1801. Era figlio e nipote d'arte:
suo padre era infatti un compositore minore, mentre il nonno paterno, Vincenzo Tobia
Nicola Bellini, era compositore di musiche sacre. Vincenzo dimostrò precocemente il
suo interesse nei confronti della musica e della composizione in particolare. Giuseppe
Verdi, Richard Wagner, che raramente apprezzava qualcuno a parte sé stesso, F. Liszt
e Chopin sono fra i maggiori riconoscitori delle doti compositive di Bellini. Una delle
sue opere più famose è la “Norma” tratta da “Norma ou l’infanticide” di Alexander
Soumet. Racconta di una sacerdotessa, Norma, adoratrice della luna, che infrange il
suo voto di castità e prima di suicidarsi per espiare la sua colpa, uccide i suoi due figli
avuti dal luogotenente Pollione. Per la Norma di Bellini però, il librettista Romani crea
un finale diverso per cui Norma muore sul rogo insieme all’amato ma chiede al padre
di occuparsi dei suoi figli. La sinfonia che ascolteremo è un tripudio di emozioni in cui
è possibile ascoltare l’idea delle melodie e delle armonie legate alle varie situazioni ed
ai diversi personaggi.
G.Puccini - ”E lucean le stelle” da “Tosca”
Giacomo Puccini è considerato uno dei più grandi compositori d’opera di tutti i tempi.
Nato a Lucca nel 1858, divenne celebre per opere come La Bohème, Madama
Butterfly e Tosca. La sua musica è amata perché riesce a unire melodie emozionanti
e grande realismo nei sentiment dei personaggi. Una curiosità: Puccini era
appassionato di automobili, cosa rarissima per l’epoca; fu tra i primi italiani a
possedere un’auto ed amava la velocità, anche se ebbe diversi incidenti. Ma torniamo
all’opera “Tosca” : l’aria “E lucevan le stelle” è uno dei momenti più celebri e intensi.
Viene cantata dal pittore Mario Cavaradossi nel terzo atto, poco prima della sua
esecuzione: è un ricordo struggente dell’amore vissuto con Tosca e della vita che sta
per perdere. Il brano è conosciutissimo anche fuori dai teatri d’opera grazie a
interpreti leggendari come Luciano Pavarotti e Enrico Caruso, che l’hanno reso uno
delle melodie più amate ed apprezzate dal pubblico di tutto il mondo.
C. Debussy - Rêverie
Claude Debussy è stato uno dei compositori più innovativi tra Ottocento e Novecento.
La sua musica è spesso associata all’impressionismo, perché non vuole raccontare una
storia precisa, ma creare atmosfere, colori e sensazioni, proprio come facevano i pittori
impressionisti. La Rêverie il cui titolo significa “sogno ad occhi aperti” o
“fantasticheria” è uno dei suoi brani più delicati e poetici che sembrano sospendere il
tempo e invitano l’ascoltatore a lasciarsi trasportare dalle emozioni e
dall’immaginazione.
L. Bacalov Il postino
Luis Bacalov nacque a San Martín nella provincia di Buenos Aires, in Argentina nel
1933. Trasferitosi a Roma negli anni ’50, divenne uno dei compositori più importanti
del cinema italiano ed europeo. La sua formazione era profondamente classica, ma
Bacalov aveva una straordinaria capacità di fondere mondi diversi: musica colta, tango
argentino, melodie popolari mediterranee e sperimentazione contemporanea creando
uno stile tutto suo. Negli anni Sessanta collaborò con molti protagonisti del cinema
italiano, scrivendo musiche per diversi film. Parallelamente al cinema, Bacalov lavorò
anche nella musica colta e nella direzione d’orchestra. Fu direttore artistico
dell’Orchestra della Magna Grecia di Taranto e compose opere, messe e concerti
sinfonici. Con la colonna sonora intensa e poetica de “Il Postino” raggiunse la
consacrazione internazionale vincendo l’Oscar nel 1996.
Farkas - Antiche Danze Ungheresi n. 1, 3, 5
Ferenc Farkas è stato un compositore ungherese del Novecento, molto apprezzato per
la sua capacità di unire la musica colta con le tradizioni popolari dell’Europa orientale.
La sua musica è spesso vivace, elegante e piena di colori ritmici, caratteristiche che si
ritrovano nelle Antiche Danze Ungheresi che si ispirano per l’appunto, alle danze
popolari ungheresi e balcaniche dei secoli precedenti, che Farkas conosceva molto
bene. Il compositore prediligeva raccogliere melodie tradizionali e trasformarle in
musica da concerto, mantenendo però l’energia e la spontaneità delle feste popolari. Le
danze sono amate perché riescono a trasmettere immediatamente il carattere della
musica popolare: ascoltandole sembra quasi di vedere persone che ballano in una
piazza, tra momenti festosi e altri più nostalgici.
Piovani - La vita è bella
Nicola Piovani compose la musica del film “La vita è bella”, diretto e interpretato
da Roberto Benigni, vincendo il premio Oscar nel 1999 per la migliore colonna sonora
originale. Piovani utilizza melodie delicate e leggere per accompagnare la storia di
Guido e della sua famiglia, creando un forte contrasto con il dramma della guerra e
della deportazione raccontati nel film.
Omaggio a E. Morricone (“Cinema paradiso”, “C'era una volta il West”, “Mission”)
La musica di Nuovo Cinema Paradiso è una delle più emozionanti della carriera di
Morricone. Il tema principale è pieno di nostalgia e dolcezza e rappresenta il ricordo
dell’infanzia, del cinema e del tempo che passa. Morricone compose questa colonna
sonora insieme al figlio Andrea. Ascoltandola si percepisce subito un senso di
malinconia affettuosa, come se fosse un ricordo lontano ma ancora vivo.
In C'era una volta il West, invece, Morricone rivoluzionò completamente la musica
western. Al posto delle classiche orchestrazioni americane usò suoni originali: fischi,
chitarre elettriche, campane, armonica e voci umane. Ogni personaggio ha un proprio
tema musicale che ne rappresenta il carattere, una sorta di leitmotiv. La collaborazione
tra Morricone e Sergio Leone, regista del film, è diventata una delle più importanti
della storia del cinema.
La colonna sonora di The Mission è forse una delle opere più spirituali di Morricone.
Qui il compositore unisce elementi molto diversi: musica sacra, sonorità orchestrali
europee e ritmi ispirati alla musica indigena sudamericana. Il brano più famoso,
“Gabriel’s Oboe”, è costruito intorno a una melodia dolcissima eseguita dall’oboe e
rappresenta pace, fede e umanità. Esiste anche una versione cantata dal titolo: “Nella fantasia”, nata da una collaborazione del maestro con Chiara Ferraù, autrice del testo,
che parla di un mondo ideale fatto di pace, giustizia e speranza, e si adatta perfettamente
al carattere spirituale della musica originale.
G.Bizet - Fantasia da “Carmen”: “Aragonese” e “Habanera”
G. Bizet è stato un musicista francese pieno di talento e che ahimè ebbe vita breve: solo
trentasei anni; ciò nonostante lasciò opere di enorme influenza, caratterizzate da colori
orchestrali vivissimi e da una forte capacità drammatica. La sua musica unisce eleganza
francese, immediatezza teatrale e grande ricchezza ritmica. Con Carmen (1875) Bizet
rivoluzionò l’opera francese: invece di eroi idealizzati, mise in scena personaggi
realistici, passioni violente e ambientazioni popolari spagnole. Infatti alla prima
rappresentazione l’opera scandalizzò parte del pubblico per il suo realismo e la figura
libera e sensuale di Carmen. Solo dopo la morte del compositore venne riconosciuta
come un capolavoro universale. Tra le pagine più celebri di Carmen vi sono la
“Habanera”, la “Seguidilla”, il “Toreador” e l’“Aragonese”, diventate simboli stessi
dell’immaginario musicale spagnolo, pur essendo state scritte da un compositore
francese.
L’“Aragonese” in particolare è una danza brillante energica e ritmica, ispirata ai colori
della musica spagnola. La “Habanera”, invece, è il cuore seduttivo di Carmen: un tema
sinuoso e ipnotico con cui la seduttiva sigaraia afferma la propria libertà amorosa.
G.Rossini - Ouverture da “Cenerentola”
Gioachino Rossini è stato uno dei grandi maestri dell’opera buffa italiana. Nato
a Pesaro nel 1792, ha rivoluzionato il teatro musicale del suo tempo. Le sue opere sono
piene di ritmo, humor e precisione teatrale. Le melodie di Rossini sembrano naturali,
immediate, quasi “facili”, ma in realtà sono costruite con una tecnica molto raffinata.
L’Ouverture de La Cenerentola è una delle pagine orchestrali più luminose
di Gioachino Rossini e rappresenta perfettamente il suo modo di fare musica: elegante,
teatrale e sempre pieno di vitalità. L’ouverture crea un’atmosfera, come un sipario che
si apre su un mondo leggero, ironico e un po’ magico. La musica parte in modo quasi
sospeso, con un’introduzione lenta e delicata, poi si accende progressivamente fino a
diventare sempre più brillante. Ed è qui che si riconosce uno degli elementi più tipici
di Rossini: il famoso “crescendo rossiniano”, cioè quella costruzione graduale in cui la
stessa idea musicale viene ripetuta e arricchita, aumentando volume, strumenti e
intensità fino a un’esplosione finale molto energica. Ancora oggi, quando si pensa
all’opera italiana brillante e comica, il nome di Rossini è uno dei primi che viene in
mente.
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